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Quando la vergogna nemmeno ci fa sembrare uomini

ll calcio si ferma. Non per un minuto di silenzio, non per un fine settimana. Il calcio si ferma, senza termine e senza dare appuntamento. Un ispettore di polizia, Filippo Raciti, morto a 38 anni che lascia moglie e 2 figli per una bomba carta mentre la Serie A celebrava l'anticipo della 22.ma giornata tra Catania e Palermo. L'ispettore capo è morto per arresto cardio-respiratorio a seguito delle esalazioni di una bomba carta gettata all'interno dell'autovettura in cui si trovata. Le manovre di rianimazione cardio-respiratoria,ricostruiscono i medici, sono state immediate malgrado l'altissima affluenza di feriti. "Trascorsa un' ora - aggiungono dalla Rianimazione del Garibaldi - constatata la mancata ripresa dell'attività cardio-circolatoria, respiratoria e neurologiche, le manovre di rianimazione sono cessate". La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un'inchiesta: si indaga per omicidio.

E pensare che il venerdì era iniziato con il minuto di raccoglimento in memoria del dirigente Ermanno Licursi dirigente di una squadra amatoriale morto a 44 anni per le conseguenze di una rissa che cercava di sedare su un campo di terza categoria. Poi sono partiti i primi fuochi d'artificio e i cori, arrivati dalle stesse tribune, che hanno dato il via ad una vera e propria escalation: i fumogeni, gli scontri all'esterno dello stadio Massimino sfociati nel lancio di lacrimogeni, una partita interrotta per 33 minuti conditi dalle accuse incrociate tra i dirigenti di Catania e Palermo e dall'ingresso inspiegabile di un cane randagio nel terreno di gioco. E ancora il gioco che riprende nella normalità più assoluta, i gol festeggiati e contestati fino ad arrivare al fischio finale.
 
Sarebbe stato l'arrivo dei tifosi del Palermo, quando già era cominciato il secondo tempo e la squadra rosanero era in vantaggio per 1 a 0, a scatenare la reazione furibonda di alcuni supporters del Catania che hanno atteso gli "avversari" all'esterno bersagliandoli con una fitta sassaiola. Le forze dell'ordine, che avevano scortato i pullman provenienti da Palermo, si sono frapposte evitando il contatto diretto tra le due tifoserie. Anche dopo l'ingresso nello stadio dei sostenitori della squadra ospite, gli ultras del Catania hanno continuato la loro guerriglia, lanciando fumogeni e bombe carta.

Pancalli: stop a tutti i campionati e lunedì vertice a Palazzo Chigi - La decisione di bloccare tutti i campionati, compresa la Nazionale, "è quella principale da prendere in questo momento", ma da parte dei vertici dello sport e del calcio italiano non sono escluse ulteriori contromisure". Così ha deciso il commissario straordinario della Figc. Pancalli ha aggiunto: "E' una situazione che non riesco a commentare, ho sentito tutti e sono d'accordo con il presidente del Coni Gianni Petrucci", ha affermato ancora Pancalli, "abbiamo bloccato tutto. Altre misure? In questo momento, da uomo di sport e da cittadino italiano, sto vivendo tutto in maniera drammatica. E' inaccettabile, la vita umana non ha prezzo. Questa decisione era quella principale da prendere, nel rispetto della famiglia e nel rispetto dello sport" e ha annunciato "Un tavolo d'emergenza" con i ministri Amato e Melandri a Palazzo Chigi per superare una volta per tutte il problema della violenza nel calcio.
                                                                                                         Tratto da www.tiscali.it


NON HO PAROLE!!! ...e pensare...e pensare...e pensare ancora...e alla fine dirsi...:"Ma il calcio non dovrebbe essere un gioco da vivere in serenità per divertirsi?"...forse no è la mia risposta..."E' un momento per dimostrare ciò che siamo in noi stessi!!"...BESTIE...sì...perchè quel tifoso...quella bomba carta...è tutto opera di una bestia che non sa distinguere il suo cervello con un piatto di bucatini...e allora ti GRIDO in faccia...VAFF*****O...io sono un amante del calcio VERO non della merda che tu e di tutti quelli che ti somigliano create...

Pubblicato il 3/2/2007 alle 9.0 nella rubrica Diario.

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